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Qualche risultato lo si è già raggiunto, ma c’è ancora tanto da fare perché le ippovie diventino una realtà concreta dell’offerta turistica sarda. Tecnici, esperti, appassionati e politici si sono ritrovati a discutere insieme di problemi e prospettive delle ippovie in Sardegna, nel convegno promosso dall’associazione di guide equestri Engea, nell’ambito della rassegna Sardegnacavalli, organizzata dalla Camera di commercio di Oristano. Il responsabile nazionale di Engea Mauro Testarella e quello regionale Efisio Stochino hanno dato conto di un lavoro che ha già portato a un concreto risultato: la certificazione avvenuta la scorsa primavera, dell’ippovia che da Alghero raggiunge il Sinis, denonimata “Lungo la rotta dei Grifoni”. A questa ippovia Engea vorrebbe farne seguire un’altra o alcune altre, che dal Sinis e dall’Oristanese puntino verso il Sud, verso Cagliari. La Regione, col consulente dell’assessorato regionale all’agricoltura Ugo Tanchis, ha confermato l’interesse per un’offerta turistica già al centro di un primo intervento regionale, che ruota attorno all’oasi di Badde Salighes e che coinvolge il Nord Sardegna. Tanchis ha sottolineato le opportunità offerte dalle ippovie nella valorizzazioni delle produzioni agroalimentari. Opportunità richiamate anche dal segretario della Camera di commercio di Oristano Enrico Massidda che ha ricordato come le ippovie devono coinvolgere soprattutto le imprese e in particolare quei territori dove la tradizione del cavallo è patrimonio consolidato, e tra queste sicuramente la provincia di Oristano. Proprio a Oristano, si sta cercando di creare un clima di collaborazione, testimoniato da Bruno Atzori e dall’esperienza dell’associazione da lui promossa, Ape Regina, che riunisce diverse imprese turistiche.
I problemi comunque non mancano. Ettore Giachino patron dell’Ala Birdi di Arborea e ora dell’Horse Country è stato uno dei primi in Sardegna a credere sul binomo turismo e cavallo, ma anche nel convegno di oggi con spirito critico ha chiesto un approccio diverso verso questo settore e insistito molto perché, tra l’altro, si investa in formazione, si creino le figure professionali capaci di affrontare questa sfida, che è soprattutto un fattore economico da agganciare a una sana gestione manageriale, come ha spiegato Claudio Gallone, ex presidente dell’Ante e ora presidente dell’Istituto nazionale di studi sul turismo equestre. Da lui un cenno polemico sull’utilizzo di risorse pubbliche, su ippovie finanziate, ma realizzate solo sulla carta.
Critico, infine, Bebo Ardu, ex presidente dell’Istituto di incremento ippico, che ha detto di speranze disattese da chi in Sardegna ha governato il settore del cavallo, ma ha invitato a un impegno concreto accompagnato da passione e fiducia.